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Territorio, Cultura e Storia

Storia e Cultura Locale

Le Origini

All'incrocio delle strade che congiungono Verona e Trento, a valle dei monti,che a guisa di anfiteatro circondano la Valpolicella, s'incontra S.Ambrogio, cittadina rinomata pei i suoi marmi, i suoi vigneti, sopretutto per la laboriosita, serentita, ospitalita dei suoi abitanti. Agli inizi del sec. XVIII, Scipione Maffei, celebre storico, scoprì a Fumane e a S.Ambrogio, due lapidi, dalle quali si deduce che gli abitanti dell'attuale Valpolicella si chiamavano Arusnati. Il pagus Arusnatjum aveva il suo centro a S. Giorgio, forse a causa della sua posizione geografica, e abbracciava i vicus di Fumane, Mazzurega S. Ambrogio, Gargagnago, Volargne, Pescantina. In epoca romana, S. Giorgio divenne castrum romanum con la stessa ampia giurisdizione sui centri citati.

Documenti di età romana sono ritenuti a S. Ambrogio, due are sacrificali sovrapposte a guisa di obelisco, conservate nella piazzetta antistante la Chiesa parrocchiale, e nomi di alcune contrade come Carazan Corgnan. Alla morte di Teodosio (395) L'Impero Romano si divise in due parti: Orientale che faceva capo a Bisanzio (ove L'Impero durò dieci secoli) e Occidentale che faceva capo a Roma, che non durò neppure un secolo. La divisione dell'impero fu subito seguita dallo scatenarsi delle invasioni barbariche, contro la parte occidentale. L'Italia fu occupata da Eruli (476-93), Ostrogoti (493-553), Greci (553-68), Longobardi (568-774). Il regno dei Longobardi era organizzato in questo modo: a capo di tutti vi era il Re, con poteri civili e militari; sotto di lui i duchi, che governavano le provincie, gli sculdasei nei distretti, e i decani nelle ville.
Il sostentamento del Re veniva tratto dal suo patrimonio, disperso nei singoli distretti; queste tenute erano dette corti regie a capo delle quali stavano i gastaldi. Sotto la dominazione longobarda. S.Giorgio è curtis regia ed è già anche plebs christiana.

Il Comune

All'epoca in cui largamente fioriscono i comuni rurali anche San Giorgio si organizzò a comune, con statuti propri, rettore, gastaldi, sindaco, massaro, consiglieri. Apparteneva metà al Conte, e metà al Vescovo.
In nome loro lo governava la famiglia Erzoni, detta poi dei Lendinara. Il Comune fece bella comparsa in quattro solenni circostanze del secolo XII; nel 1139, manda i propri rappresentanti a trattare con i giurisdicenti, conte e Vescovo, la delimitazione dei rispettivi diritti e doveri; nel 1184, figura ufficialmente nell'elenco dei villaggi della provincia, compilato dai magistrati dopo la pace di Costanza; nel 1187, in occasione del passaggio alla giurisdizione totate del Vescovo; nel 1206 in occasione del passaggio alla giurisdizione del Comune di Verona, rivendica diritti e autonomia.

L'ordinamento comunale, che fu il risultato di una grande evoluzione economico-sociale, aumento della popolazione, dissodamento e coltivazione del suolo, fu più favorevole al vicus S. Ambrogio, che al pagus S. Giorgio. Gli abitanti delle alture scesero al piano, in prossimità delle fertili campagne, e diedero inizio allo sviluppo sociale di S. Ambrogio.
Nell'elenco dei villaggi della provincia di Verona, compilato dopo la pace di Costanza (1183), già citato, non figura S.Ambrogio mentre figura come entità sociale.
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©2009 Comune di Sant`Ambrogio di Valpolicella 23-02-2009                                                                                               Sito realizzato da NETVENETA